Intervista a L’Amico Di Martucci

In occasione della reunion de L’Amico Di Martucci stasera al Rivolta (assieme ad Ed e Danny Trejo), noi di Trivel abbiamo pensato bene di intervistarli prima dell’evento. Ringraziamo Marco Rapisarda (chitarra) per la disponibilità a rispondere alle nostre domande.
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Ciao ragazzi, partiamo con una rapida presentazione del gruppo.
Hey! Siamo sempre i soliti 5: io (Marco Rapisarda) alla chitarra, Pido (Enrico Stocco) all’altra chitarra, Biglee (Alberto Breda) al basso, Davide Zolli alla batteria, e Giuseppe Di Paola alla voce.
Non siete nuovi a reunion, ma questa sembrerebbe l’ultima, e pare anche che abbiate deciso di riproporre i brani del vostro primo album, quello su Agitato per intenderci. Cosa provate a reinterpretare canzoni che avete scritto quando eravate adolescenti? C’è un po’ di nostalgia?
Pur rispondendo a questa intervista la sera prima della data al Rivolta, devo dire che la scaletta e’ ancora un mistero per tutti.. noi compresi. Stiamo ancora cercando di capire che pezzi riusciremo a fare. La formazione nel primo CD era diversa, Davide e Pido non c’erano, e non abbiamo mai suonato quei pezzi con loro, quindi sara`dura suonare qualcosa del primo CD. Io sono arrivato ieri da Berlino per le prime prove, e Giuseppe arrivera’ direttamente al concerto. Si vedrà’ stasera cosa riusciremo a preparare.
Cosa vi ha portato a spostarvi dalla melodia degli esordi al punk hardcore più grezzo delle uscite successive?
Il passaggio e’ stato naturale. Si cresce e si cambia. Non ci sentivamo legati praticamente a nessuna delle bands che suonava qualcosa di simile a noi nella zona. You know who you are. Non cercavamo di fare i NOFX in italiano, ci pigliavano gli Arturo, Paolino Paperino Band e Supereroi. Gia’ prima del “cambiamento” esistevano gli Ohuzaru, quindi si suonava musica più diretta e violenta, poi  con l’arrivo di Davide e Pido, sono entrate le influenze Garage.
Siete stati una delle colonne portanti della scena hardcore veneziana dei primi 2000, cosa vi ricordate di quegli anni?
Non molto, forse perché ho voluto rimuovere. E non credo eravamo una delle colonne portanti di quell’epoca. Magari ora con internet e con l’effetto “leggenda”, lo siamo diventati, ma al tempo L’Amico Di Martucci era molto più rispettato fuori da Venezia, in Europa e sopratutto negli Stati Uniti. Sembra ancora assurdo ma ogni volta che torno negli Stati Uniti, qualcuno mi chiede de L’ Amico Di Martucci . Ricordi quegli anni come anni bui e di disagio. Al Rivolta non facevano + concerti punk, ogni tanto, si suonava in Ca’ Rosseria (fino a quando non venne buttata giù). Non esistevano locali che volevano ospitare concerti punk, a parte certi Pub e Bar nel Vicentino e nel Trevigiano. Suonavamo più in zona Vicentina, che Veneziana, con Derozer, Melt, Miriamplace e i nostri fratelli CSCH.  A Venezia non esisteva una scena, anzi. Le poche bands che esistevano erano rivali.  Non si suonava quasi mai assieme. Sono contento di vedere tutta questa gente carica per vederci suonare, tra i nostalgici, chi ci ha visto suonare per la prima volta alla reunion di 5 anni fa, e chi era ancora troppo giovane persino 5 anni fa e ci vedrà domani a Marghera e sabato a Parma per la prima volta.
E sempre riguardo alla scena hardcore, state seguendo la rinascita e conseguente nuova vita del venezia hardcore?
Sinceramente no, più che altro perché’  4/5 della band non vive più a Venezia. Un paio di anni fa sono stato ad un festival della nuova scena, ho visto un sacco di gente “nuova”, e tutti si divertivano. Pur non essendo legato a questo tipo di sonorità “Metal e Hardcore”, conosco alcuni ragazzi che fanno parte del nuovo “collettivo”,  e sembrano tutta gente in gamba che si spacca, quindi, ben venga il mix tra punk, HC, metal, rock’n’roll e che altro. Magari meno di una volta, ma la cosiddetta “scena”, rimane sempre una scena di nicchia.
Dopo queste reunion avete mai pensato di scrivere e registrare nuovi pezzi con L’Amico Di Martucci?
Si, ogni tanto se ne parla, anche perché´avevamo almeno 4-5 prezzi scritti ma mai registrati, che poi divennero pezzi della Piovra, poi degli Smart Cops. Nessuna di queste band riuscì a registrare questi pezzi prima dello scioglimento.
Alcuni di voi abitano molto distanti, siete sempre rimasti in contatto? È stato facile mettere tutti d’accordo per pianificare queste date di reunion?
C’è voluto del tempo, e la voglia di rivedersi e passare qualche serata assieme ha avuto la meglio. E´difficile vedersi durante l’anno e le feste di Natale sono un occasione più facile per incontrarsi.
Essendo questa l’ultima reunion del gruppo, e di conseguenza il suo epitaffio, facendo un tracciato di quello che è stato, siete soddisfatti di quello che siete riusciti a produrre nella vostra storia? Qualche rimpianto?
Ah, non sapevo fosse l’ultima reunion (:D)! Siamo nati nel Maggio del ’96, sciolti alla fine del 2003. Fino al 2002 non eravamo ancora riusciti a suonare fuori dall’ Italia; ricordiamoci che prima non esisteva internet e ci si organizzava i concerti mandando cassettone e telefonando agli squats in Germania. Ecco perche’ prima dell ultimo periodo facevamo un genere poco apprezzato al di fuori dall’Italia (sopratutto cantando in italiano)…un sacco di soddisfazioni sicuramente. Rimpianti? Esserci sciolti prima di suonare negli Stati Uniti, Brasile e Giappone. Tutti tour che erano stati pianificati, ma che non abbiamo mai fatto. E registrare un altro disco.
Ci si allontana, anche per anni, ma poi ci si ritorna. È ancora vivo l’amore/odio per Mestre?
Si, il testo della canzone “XMestreX” e’ ancora attuale, e rispondo riportandolo:

Mestre ti amo, mestre ti odio, in cerca di un modo per dimostrarlo C’è chi ci e’ nato e ci ha sempre vissuto, chi c’è venuto con in tasca un sogno da molto lontano per lavorare  e c’è chi vorrebbe per sempre sparire, una volta per tutte prima che sia troppo tardi. Sul tuo cemento ci sono cresciuto, sul tuo cemento ci sono caduto e ci sono cambiato  Ma non ho capito che cosa ho imparato, se devo amare quello che ho odiato,  se devo soltanto andarmene via, se è un posto qualsiasi o è casa mia.

Qualcosa da dire a chi vi ha supportato negli anni?
Siete sempre stati pochi, ma buoni. Grazie.

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